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Linux extremo

Eccoci all’assemblaggio di un pc di fascia alta, è stato usato materiale nuovo e usato, ma di buona fattura.
La scheda madre è una Asus Strike extreme dedicata al gioco e all’overclocking.
Le ram di buona fattura sono della ocz, con la possibilità di raffredarle ad acqua. La Cpu è un Intel Q6600 quad core a 2400, sta lavorando tranquillamente a 2800 Mhz.
La scheda video è una Nvidia NXGTx 8800.

Per quanto riguarda gli hard disk ne parleremo più avanti, ora c’è un hd di recupero solo per il test di funzionamento. L’impianto per il raffreddamento della cpu è un Thermaltake A80 a liquido.
Il case è un Corsair 500 R.
Pronti all’assemblaggio:

Lo spazio di manovra si è dimostrato sufficientemente ampio da permettere di lavorare in tutta tranquillità e completare il lavoro in pochi minuti, grazie anche alle varie features offerte dal cabinet.

Il case monta di serie 3 ventole da 120mm, disposte frontalmente in numero di due unità da 120mm e, posteriormente, in numero di una unità da 120mm, a cui si aggiunge una poderosa ventola da 200mm montata sul pannello laterale di sinistra.

Le caratteristiche principali della scheda madre sono:

- Intel® Quad-core CPU Ready – Intel® CoreTM2 Extreme / CoreTM2 Duo Ready – NVIDIA nForce® 680i SLITM – Dual-channel DDR2 800/667/533 – Extreme Tweaker – SupremeFX / DTS Connect / Array Mic / Noise Filter – LCD Poster – EL I/O – Onboard LED – Onboard Switches

Le ram sono delle OCZ DDR2 PC2-9200 FlexXLC Edition.

E’ di 1.150 MHz la frequenza massima certificata per questi particolari moduli memoria DDR2 sviluppate dall’americana OCZ: un sistema di raffreddamento misto ad aria e ad acqua caratterizza questa nuova proposta per gli utenti più appassionati di overclock, capace con un po’ di tweaking di frequenze addirittura superiori”

Il dissipatore della cpu è un Thermaltake A80 Big Water.

Ci troviamo di fronte ad una soluzione a liquido all-in-one, motivo per il quale l’aspetto del BigWater non si discosta eccessivamente dalle proposte di altre aziende. Completamente a tenuta stagna, non è prevista nessun tipo di manutenzione interna, l’A80 è composto da una monoblocco pompa-waterblock e da un radiatore da 120 mm abbinato ad una ventola dello stesso produttore .

Ecco il processore,

Ora il pc è sotto test con una versione minimale di linux, appena collaudato installerò una versione a 64 del pinguino.

Ho ottenuto questi risultati con un programma scritto in Python che calcola 1.000.000 di numeri primi, i tempi macchina sono questI:

Pentium III Tualatin a 1400 Mhz 431 Sec. = 7.18 Min.
Amd XP 2000 a 1700 Mhz 361 Sec = 6 Min.
Imac 3000 Mhz Core duo 213 Sec. = 3.55 Min
Intel Quad q6600 (questo PC)a 2800 Mhz 132 Sec. = 2.2 Min. !!!!!!!!!!!!!!

Con un sistema operativo di test e quindi non ottimizzato.

Grazie Daniele (l’esperto hardware) per l’aiuto e il materiale.

I Numeri Primi di Mersenne

Eccoci a un nuovo problema, il calcolo dei numeri primi di Mersenne con il Pc.
Cosa sono i numeri primi di Mersenne?
Un numero primo di Mersenne è un numero primo esprimibile come:

con “n” intero positivo primo.
I numeri primi di Mersenne prendono il nome da Marin Mersenne, nato l’8 settembre 1588 a Oizé, è stato un matematico, teologo e filosofo, noto principalmente per i cosiddetti numeri di Mersenne. Si dedicò anche alle riedizioni dei trattati di Euclide, Archimede ed altri matematici greci. Grazie alle sue corrispondenze con le principali personalità scientifiche e matematiche dell’epoca, Mersenne fu un attivo divulgatore del pensiero matematico del suo tempo.
Mersenne morì a Parigi il 1 settembre 1648 a causa di complicazioni seguite ad un intervento chirurgico.

Un numero primo è un numero intero divisibile esclusivamente per uno e per se stesso. Per costruire i numeri primi di Mersenne bisogna partire dai numeri primi e poi applicare una semplice formula. Quelli che si ottengono sono però dei semplici numeri di Mersenne, non è detto siano primi. Quindi alla fine bisogna verificare che siano effettivamente primi. Considerando i numeri primi più piccoli: 2, 3, 5, 7, 11, 13, ecc.
Prendendo il numero 2 e moltiplicandolo per se stesso un numero di volte pari al numero primo di riferimento (y), ottenendo quindi la potenza di 2 di grado (y). Se y vale 2 si ottiene 4, se y vale 3 si ottiene 8, se y vale 5 si ottiene 32 e così via. Al risultato ottenuto si deve sottrarre uno. I numeri di Mersenne più bassi che si possono ottenere dunque sono 3, 7, 31 e 127. Ma non è detto che siano numeri primi e quindi primi di Mersenne.
Bisogna quindi infine verificare che i numeri ottenuti siano anche numeri primi. Per fare questo si deve applicare la definizione di numero primo, cioè che esso ammetta come divisore solo se stesso e uno. I più piccoli numeri di Mersenne ottenibili sono: 3, 7, 31 e 127. Ora si deve verificare quali di questi numeri sono numeri primi: provando ad analizzare i divisori puoi scoprire che i più piccoli numeri primi di Mersenne sono proprio quelli appena calcolati, in quanto sono essi stessi primi (oltre che numeri di Mersenne).

Ecco i primi 12 numeri di Mersenne.

I calcolatori hanno accelerato la scoperta dei primi di Mersenne. I primi dodici numeri primi di Mersenne sono stati scoperti prima del XX secolo. Alla fine del millennio i primi di Mersenne conosciuti erano 38; oggi invece se ne conoscono 47 e i dodici più recenti sono stati scoperti nell’ambito della GIMPS, la Great Internet Mersenne Prime Search, iniziativa che sfrutta le risorse disponibili di migliaia di computer in rete per cercare i primi di Mersenne. Il più grande numero primo conosciuto (a settembre 2008) è proprio un numero di Mersenne trovato nell’ambito della GIMPS; scritto in base dieci è un numero di 12.978.189 cifre, precisamente:

Il test di primalità usato dal GIMPS è il test di Lucas – Lehmer

In Codice Python il test di Lucas-Lehmer può essere scritto in questo modo:

Con il progetto Mersenne.org è possibile registrandosi aderire al progetto e mettere a disposizione del GIMP il proprio computer per un calcolo alla ricerca dell ” N…esimo numero primo di Mersenne.
Il link in italiano al progetto è : http://www.moregimps.it/mersenne/prime-it.htm.

Ovviamente il divertimento è creare un software (nel mio caso in python) che calcoli i numeri primi di Mersenne e ne esegua il test di Lucas-Lehmer. Ovviamente solo come esempio, infatti dai test che sto effettuando esiste il limite del calcolo o meglio del tempo per il calcolo , 2 elevato a n….. crea qualche problema al pc, le cifre incominciano a diventare pesanti. Appena il software sarà funzionante lo pubblicherò con la descrizione e note di funzionamento.

LAVORI IN CORSO ” C O N T I N U A “

La rinascita di un Pentium III

Ogni anno migliaia di computer vengono buttati, a discapito anche dell’ambiente, perchè non riescono più a svolgere le proprie funzioni utili. Ma la causa di questo non è il deterioramento dell’hardware (il computer in sè) ma il deterioramento e l’assoluto incasinamento dei sistemi operativi commerciali che funzionano sui computer!
Grazie a Lubuntu, un vecchio Pentium III è tornato di nuovo utile, è stato adibito alla programmazione in Python e allo studio delle reti.
Rovistando nei meandri del garage ho riesumato un pc con un Celeron 800 e 256 Mb di ram. Dopo aver cercato tutte le periferiche e ram a disposizione mi sono messo all’opera.
Inanzitutto ho comprato un case nuovo, in quanto i vecchi case sono molto rumorosi e poco pratici. Un bel case Thermaltake Soprano VX .
La scheda madre è una Asus TUV4X, una scheda di fascia media ai suoi tempi, il processore (Celerom 800) è stato sostituito con un bel Intel Pentium III Tualatin a 1400 Mhz che mi è stato regalato dal mio collega Daniele. Recuperate anche delle Sdram, dissipatore e scheda grafica. Lo scopo principale era ottenere un pc stabile, silenzioso e adatto alla studio e programmazione in Python. Per quanto riguarda la Ram sono riuscito a mettere insieme 640 Mb, la scheda grafica è una Radeon AGP con 256 Mb, l’hard disk è un Ide da 80 Gb più che sufficiente allo scopo. Sono anche state installate 2 schede di rete.
La cosa più fastidiosa di un computer acceso è il rumore, lo odio, quindi mi sono procurato della spugna fonoassorbente e ho cercato di rivestire la parte interna del case per insonorizzare.
Premetto che sono state smontate tutte le parti, alimentatore, floppy, cd, ecc per una bella pulita e soffiata dalla polvere.
L’alimentatore è stato smontato per sostituire la ventola ormai vecchia con una nuova e più silenziosa, anche il dissipatore della Cpu è stato sostituito con uno bellissimo in rame con ventola quasi assente dal rumore.
Il CD riscrivibile e il Floppy erano di colore bianco (non ho ancora trovato un DVD Ide), quindi dopo averli smontati ne ho vernicato i frontalini con del nero opaco che intona col case. Prima di installare il Sistema operativo ho fatto dei Test da Bios, risultato tutto funzionante, quindi con una versione minimale di Linux ho collaudato il sistema prima di passare all’effetiva installazione di tutti i Software.I Risultati sono stati ottimi, il Pc gira a 1400 Mhz con una temperatura molto bassa 32 C°, come sistema operativo ho scelto una versione Ligth di Ubuntu: Lubuntu 11.10. Chi è abituato ad usare Windows, per comodità, per abitudine o per reale apprezzamento, si può sentire in difficoltà se utilizza un computer più vecchio oppure un netbook mini tipo l’eeepc.
Il fatto è che Windows non ha una versione leggera mentre di Linux esistono versioni più snelle e meno pesanti che possono far risorgere vecchi pc e dare potenza ai computer che soffrono la pesantezza di Windows, soprattutto degli ultimi Windows Vista e Windows 7. Lubuntu è un sistema operativo completo con un desktop che utilizza pochissime risorse del computer (CPU e memoria), mantenendo la stessa facilità d’uso anche per chi Linux non l’ha mai visto.
Guardando Wikipedia si scopre che Lubuntu utilizza la metà di RAM occupata da Xubuntu ed offre tutte le funzionalità base che ci si aspetta da un computer.
Lubuntu è Ubuntu (aggiornato all’ultima versione) con desktop LXDE come interfaccia principale.
Se questa sigla LXDE non dice nulla la maniera migliore è guardare le immagini del sito LXDE per vedere come si presenta il desktop.
Il pannello è anche simile a Windows XP, con un pulsante del menu, alcune scorciatoie e l’orologio e un dock a destra.
I più esperti di Linux, noteranno una somiglianza con la vecchia interfaccia stile Gnome.
Il desktop include le icone e l’interfaccia principale dell’esplora risorse è piuttosto classica, non distante da Windows e da Ubuntu.
L’aspetto grafico di Lubuntu, comunque, si può cambiare dalle impostazioni del desktop. Quello che è più importante, è la leggerezza di Lubuntu, un sistema operativo sviluppato appositamente per rivalorizzare pc più vecchi, quelli con 500 MB di RAM oppure quei Netbook che soffrono la pesantezza di Windows o che si trovano limitati con versioni come Windows Starter.
Il sistema operativo è stato customizzato per lo scopo che mi prefiggevo, quindi editor per programmazione SPE, Python 3.2, vari tool di utility.
Non buttateli i vecchi Pc, ci si diverte e non si inquina l’ambiente.

Raspberry PI il minicomputer da 25 $

Raspberry PI, il mini computer super economico che ha riscosso un enorme successo a poche ore dal suo lancio commerciale. Il prezzo del dispositivo per la Penisola sarà leggermente superiore ai 25 dollari previsti per il mercato statunitense, ma, date le caratteristiche rivoluzionarie di questo particolare device, 27,5 Euro. Il Raspberry Pi è un single-board computer sviluppato nel Regno Unito dalla Raspberry Pi Foundation.

Rasberry PI

Rasberry PI


L’idea che sta alla base è la realizzazione di un dispositivo economico, concepito per stimolare l’insegnamento di base dell’informatica e della programmazione nelle scuole.
Il progetto ruota attorno a un System-on-a-chip (SoC) Broadcom BCM2835, che incorpora un processore ARM1176JZF-S a 700 MHz, una GPU VideoCore IV, e 256 megabyte (MiB) di memoria. Il progetto non prevede né hard disk né una unità a stato solido, affidandosi invece a una scheda SD per il boot e per la memoria non volatile.
La scheda è stata progettata per ospitare sistemi operativi basati su un kernel Linux o RISC OS. Le prime concezioni del Raspberry Pi, nel 2006, si basavano sul microcontrollore Atmel ATmega644. Gli schemi e il layout del circuito stampato di questo prototipo sono disponibili per il download libero e per l’autocostruzione. L’amministratore Eben Upton mise insieme un gruppo di insegnanti, accademici e appassionati di computer, per concepire un oggetto capace di incoraggiare i bambini, fornendo loro know-how e ispirazione.
La fondazione pianifica di distribuire due modelli al momento del lancio. Il Model A avrà una porta USB e sarà privo di controller Ethernet, ad un costo di 25 US$, mentre il Model B sarà equipaggiato con due porte USB e un controller Ethernet 10/100 [33] e avrà un costo di 35 dollari statunitensi.

Sebbene il Modello A non abbia una porta Ethernet RJ45, può comunque accedere a una rete attraverso la porta USB, facendo uso di adattatori Ethernet o Wi-Fi con alimentazione autonoma. In maniera analoga ai moderni computer, Raspberry Pi è compatibile con tastiere e mouse generici collegabili tramite porta USB.

Raspberry Pi userà il sistema operativo Linux. È previsto in futuro che Raspberry sia distribuito in bundle con Debian GNU/Linux, Iceweasel, Calligra Suite e Python.

Raspberry PI non è fornito di un real-time clock, così un sistema operativo deve usare un network time server, o chiedere l’ora all’utente al bootstrap per avere accesso a data e ora per la marca temporale. Tuttavia è facile aggiungere un real time clock (come il DS1307) con batteria tampone, attraverso l’interfaccia I²C.
Specifiche [modifica]

Prezzo di offerta: USD $25 (GBP £16) USD $35 (GBP £22)
SoC: Broadcom BCM2835 (CPU + GPU + DSP + SDRAM)
CPU: 700 MHz ARM1176JZF-S core
GPU: Broadcom VideoCore IV, OpenGL ES 2.0, 1080p30 H.264 high-profile decode
Memory (SDRAM): 256 MiB
USB 2.0 ports: 2 (attraverso un hub USB integrato)
Output video: Connettore RCA per il video composito, HDMI
Output audio: 3.5 mm jack, HDMI
Memoria: SD / MMC / SDIO card slot
Collegamenti di rete: Ethernet 10/100 (RJ-45)
Periferiche di basso livello: 2×13 header pins for GPIO, SPI, I²C, UART, +3.3 Volt, +5 Volt
Real-time clock: No clock or battery
Potenza assorbita: 500 mA, (2.5 Watt) [1] 700 mA, (3.5 Watt)
Alimentazione: 5 Volt via MicroUSB o GPIO header
Dimensioni: 85.60mm × 53.98mm[36] (3.370 inch × 2.125 inch)
Sistemi operativi supportati: Debian GNU/Linux, Fedora, Arch Linux e Gentoo
Sistemi operativi non supportati: RISC OS

Fonte Wikipedia.
Raspberry Pi Foundation

Post Produzione Fotografica

Con un pò di fantasia e un bel software ci si diverte con la fotografia.

Porto Maurizio (IM)

Sono state usate tre fotografie con esposizione diversa , -1 stop, 0 e + 1 stop. Le tre foto sono state elaborate con Luminance hdr. Poi passate a photoshop per livelli di regolazione vari.

Parole di David Gilmour

Teatro degli Arcimboldi Milano 2006


No one can replace Richard Wright. He was my musical
partner and my friend.
In the welter of arguments about who or what was Pink Floyd,
Rick’s enormous input was frequently forgotten.
He was gentle, unassuming and private but his soulful voice
and playing were vital, magical components of our most
recognised Pink Floyd sound.
I have never played with anyone quite like him. The blend of his and my voices and our musical telepathy
reached their first major flowering in 1971 on ‘Echoes’. In my view all the greatest PF moments are the ones
where he is in full flow. After all, without ‘Us and Them’ and ‘The Great Gig In The Sky’, both of which he
wrote, what would ‘The Dark Side Of The Moon’ have been? Without his quiet touch the Album ‘Wish You
Were Here’ would not quite have worked.
In our middle years, for many reasons he lost his way for a while, but in the early Nineties, with ‘The Division
Bell’, his vitality, spark and humour returned to him and then the audience reaction to his appearances on my
tour in 2006 was hugely uplifting and it’s a mark of his modesty that those standing ovations came as a huge
surprise to him, (though not to the rest of us).
Like Rick, I don’t find it easy to express my feelings in words, but I loved him and will miss him enormously.

David Gilmour
Monday 15th September 2008

Nessuno può rimpiazzare Richard Wright. E’ stato il mio partner musicale e amico.
Nella ridda di discussioni su chi o cosa fosse Pink Floyd, l’enrome input di Rick è stato spesso trascurato.
Era gentile, modesto e riservato ma la sua voce profonda e il suo modo di suonare erano vitali, componenti
magiche del nostro sound Pink Floyd più riconoscibile.
Non ho mai suonato con nessuno come lui. Il blend della sua e della mia voce e la nostra telepatia musicale
sono sbocciati nel 1971 su ‘Echoes’. A mio giudizio tutti i più grandi momenti PF sono quelli in cui lui è a
pieno regime. Dopo tutto, senza ‘Us and Them’ e ‘The Great Gig’, entrambe le quali ha scritto lui, cosa
sarebbe stato DSOTM? Senza il suo tocco pacato l’album WYWH non avrebbe funzionato molto.
Nei nostri anni di mezzo, per vari motivi lui ha perso la sua strada per qualche tempo, ma nei primi anni ’90,
con TDB, la sua vitalità, scintilla e humor sono ritornati e poi la reazione del pubblico alle sue comparse nel
mio tour del 2006 è stata tremendamente incoraggiante, ed è un segno della sua modestia che quelle
standing ovations siano giunte a lui come una grande sorpresa (sebbene al resto di noi no).
Come Rick, non trovo facile esprimere i miei sentimenti con le parole, ma lo amavo e mi mancherà
enormemente.

David Gilmour

Installare Linux sul Mac Mini

Ciao.
Linux Ubuntu è uno dei migliori sistemi operativi in circolazione. E’ un So gratuito, semplice da installare e accetta tutte le piattaforme: amd, intel, spark ecc.
Dopo una lunga riflessione ho deciso di installare Ubuntu sul mio mac Mini in versione definitiva, quindi senza altri sistemi operativi.
Il mac mini è uno dei primi Intel core duo, con 2 gB di ram e 160 gB di hard disk.
Quindi dopo avere scaricato Ubuntu 10.04 bisogna creare un cd iso, inserire il cd nel mac e riavviare tenendo premuto il tasto C.
Se tutto va a buon fine inizierà l’installazione di Linux.

Apple Mac Mini

L’avvio da cdrom esterno, sotto mac, e’ un po’ come andare a prendersi un caffè al bar e tornare: e’ lento. L’avvio richiede poco meno di 10 minuti.
Ma una volta avviato inizia il bello…
Qui vi elenco i vari passaggi dell’installazione con qualche immagine dimostrativa.

Avvio


1° Passo : La scelta della lingua dell’installazione.
Scegliamo l’italiano per proseguire con l’installazione;
Scelta lingua

Scelta lingua

2° Passo : La scelta del fuso orario.
Nella prossima schermata sarà necessario selezionare la città che rappresenta la propria zona geografica.

Fuso orario


3° Passo : La scelta della tastiera da utilizzare.
Dopo aver scelto la mappatura adatta alla propria tastiera, è necessario scrivere qualcosa nella casella sottostante per verificare la correttezza della scelta. Per le prove, è meglio digitare caratteri “strani” come, ad esempio, àèéìòù ()?!. Una volta impostata la corretta mappatura, continuare facendo clic su «Avanti».

Scelta tastiera


4° Passo : Scelta del metodo per il partizionamento.
Io ho dedicato tutto lo spazio disponibile a Linux quindi ho scelto cancella e usato l’intero disco.

Scelta partizionamento


5° Passo : Impostazioni dell’ account e informazioni di identificazione.

6° Passo : Conferma La prossima schermata è un riassunto delle scelte prese in precedenza.
Qui vi sarà mostrata una pagina riepilogativa di tutto ciò che avate impostato.

Riepilogo


Installazione
Dopo l’ultimo clic su «Avanti», verranno modificate le partizioni e infine verrà installato il sistema.

installazione


Fine
Terminata l’installazione, verrà chiesto se riavviare il sistema o continuare a usare il CD live.

Fine

Account



Che dire, è stata una passeggiata, tutto funziona alla perfezione, Linux riconosce tutte le periferiche del mac, compresa la scheda Airport. Magari dopo l’installazione eseguite un Update e un Upgrade.
così:

sudo apt-get update

sudo aptget upgrade

Installazione pacchetti

Linux su Apple Mac Mini

Usare linux da terminale ” ls “

Ciao, iniziamo com il primo comando che si impara al terminale (bash ) di linux. Il comando ” ls “, ovvero list. (lista dei file).

ls

Il comando ls è uno dei più utilizzati, ls serve a elencare i file e le sottodirectory prsenti in una directory. Normalmente, ls visualizza i file in ordine alfabetico e non visualizza i file nascosti, quelli cioè il cui nome inizia con un punto, per vedere anche questi file, dobbiamo utilizzare le opzioni .

Il comando ls visualizza il contenuto della directory corrente, esempio:

$ ls

pippo prova foto film immagini documenti ecc

questi sono i file presenti in quella directory, il comando ls può avere delle opzioni che vedremo in seguito.

$ ls opzioni argomenti

Tra le opzioni significative vi sono:

-a
Include nell’elenco anche i file e directory il cui nome inizia per punto (che, per convenzione, non sono normalmente mostrati).
-d
Elenca le proprietà delle directory specificate come parametri invece di elencare il loro contenuto.
-n
Indica proprietario e gruppo assegnato usando rispettivamente lo User identifier ed il Group identifier numerici invece dei loro nomi.
-l
Produce un elenco esteso, una linea per ogni file, indicando da sinistra a destra:
i permessi
il numero di collegamenti fisici al particolare file o directory
il proprietario
il gruppo assegnato
le dimensioni apparenti in byte (quelle reali possono essere inferiori in caso di file sparsi), oppure il major number ed il minor number che caratterizzano un dispositivo a blocchi o un dispositivo a caratteri
la data di ultima modifica in forma compatta
il nome
in caso di collegamenti simbolici, “->” e la destinazione del collegamento
-F
Aggiunge in coda a ciascuno dei nomi dei file elencati un carattere che ne rivela la natura:
* – indica un file eseguibile
/ – indica una directory
| – indica una named pipe
@ – indica un collegamento simbolico
= – indica un socket in dominio Unix
I file normali non eseguibili non hanno alcun suffisso.
-R
Elenca ricorsivamente anche il contenuto di eventuali subdirectory incontrate.
-r
Inverte il senso di ordinamento dell’elenco.
-t
Ordina l’elenco per data e ora di ultima modifica anziché alfabeticamente.

ecco il contenuto della directory corrente con il formato esteso visualizzando anche i file nascosti:

$ ls -la
totale 60
drwxr-xr-x 4 fred fred 312 25 mag 22:19 .
drwxrwsr-x 10 root staff 248 25 mag 22:11 ..
-rw-r–r– 1 fred fred 220 25 mag 22:11 .bash_logout
-rw-r–r– 1 fred fred 414 25 mag 22:11 .bash_profile
-rw-r–r– 1 fred fred 2227 25 mag 22:11 .bashrc
drwxr-xr-x 2 fred fred 48 25 mag 22:19 .directory_nascosta
drwxr–r– 2 fred fred 48 25 mag 22:19 drafts
-r-xr-xr-x 1 fred fred 8460 25 mag 22:12 edit
-rw-r–r– 1 fred fred 30405 25 mag 22:12 edition-32
lrwxrwxrwx 1 fred fred 4 25 mag 22:16 editor -> edit
-rw-r–r– 1 fred fred 6 25 mag 22:19 .file_nascosto

Al prossimo comando, ciao

Cosa sono i VIRUS INFORMATICI

Il termine virus, è entrato tristemente a far parte del vocabolario di chi utilizza un
computer. E’un quel “qualcosa” che arriva nel nostro pc a distruggere o rovinare i nostri
dati e ad impedirci di lavorare.
Un virus informatico non è nient’altro che un semplice piccolo programma, un frammento di codice progettato
e scritto per riprodursi e diffondersi da un sistema informatico ad un altro all’insaputa dell’utente, quindi
senza la sua autorizzazione.
Il termine virus dato a questi programmi è particolarmente indovinato. Il loro comportamento, infatti, può
essere paragonato in tutto e per tutto a quello dei virus biologici, un virus informatico sfrutta le
risorse del computer per riprodursi.
Molti virus portano anche un “carico”, il cosiddetto
payload. Si tratta di una parte del programma che compie qualche altra
operazione, solitamente eseguita al verificarsi di certe particolari condizioni. Tale operazione può avere effetti
più o meno pesanti, da un semplice messaggio mostrato a video, all’emissione di suoni da parte del pc,
fino alla cancellazione o al danneggiamento dei dati contenuti nell’hard disk. E’ questo il caso del virus November17th
(conosciuto anche come il famigerato 855), molto diffuso in Italia negli anni ’90: scatenava il
suo payload in una data compresa tra il 17 ed il 30 Novembre dopo 500 pressioni di tasti mediante tastiera,
cancellando irrecuperabilmente i dati contenuti nel disco fisso (formattazione), oppure cancellando il contenuto
della memoria CMOS.

I 10 peggiori virus informatici di tutti i tempi.

Morris worm: considerato il primo virus dei computer su Internet, nel lontano 1988, questa creatura dello studente universitario Robert Morris infettò il 10% di tutti i computer connessi alla grande rete (circa 60.000). Morris adesso è un professore associato al MIT Lab for Computer Science.

Concept virus: accidentalmente finito in un CD-ROM fornito da Microsoft nel 1995, fu il primo virus ad infettare i documenti di Microsoft Word. Grazie alla condivisione dei documenti via mail, si diffuse a macchia d’olio in men che non si dica.

Chernobyl virus (CIH): temibile quanto particolare, questo virus programmato da Chen Ing Hau ha la peculiarità di avviarsi ad ogni anniversario del disastro di Chernobyl (ogni 26 Aprile, quindi). Il suo compito consiste nel cancellare l’intero hard disk e sovrascrivere il BIOS (costringendo talvolta l’utente sostituire il chip BIOS). Il suo creatore è stato arrestato dalle autorità taiwanesi.

Anna Kournikova worm: scritto da Jan de Wit (Paesi Bassi), questo worm infetta i computer tramite una foto della sexy-tennista Anna Kournikova.

ILOVEYOU: chi non se lo ricorda? Nel 2000, questo virus filippino è riuscito ad infettare una marea di PC auto-inviandosi a tutti i contatti presenti nelle rubriche dei client di posta.

Melissa virus: creata come simpatico omaggio ad una stripper della Florida, consistente in un file di Word contenente una citazione da “I Simpson”, la creatura firmata David L Smith è ricordata da tutti come il primo virus “email-aware” di successo. Il suo autore è stato arrestato per aver causato oltre 80 milioni di dollari di danni.

Blaster Worm: altra recentissima pietra miliare della “faccia oscura” dell’informatica. Questo worm dall’autore tutt’ora ignoto, nel 2003 sfruttò una grave falla del sistema operativo Windows per infettare milioni di PC in tutto il mondo e costringerli ad un riavvio continuo.

Netsky e Sasser: due celeberrime creature dell’”hacker etico” tedesco Sven Jaschan che hanno messo in ginocchio milioni di computer in tutto il mondo. Il ragazzo è stato condannato a 21 mesi di reclusione (non scontati in quanto minorenne all’epoca dei fatti).

OSX/RSPlug Trojan: il primo malware per il sistema operativo Mac di Apple. E’ stato realizzato nel 2007 con lo scopo di raggranellare qualche soldo. Il suo funzionamento prevedeva infatti la modifica dei DNS, per reindirizzare l’utente su siti Internet fraudolenti/hard.

Storm worm: uno “spara-spam” e ladro d’identità che nel 2007 ha infettato milioni di computer.

Il progetto GNU

Richard Stallman


E’un progetto collaborativo lanciato il 27 settembre 1983 da Richard Stallman il cui scopo ultimo è la creazione di un sistema operativo composto esclusivamente da software libero chiamato GNU : rispetta la vostra libertà. Potete installare versioni di GNU basate su Linux che sono costituite esclusivamente da software libero.
Il Progetto GNU è nato nel 1984 con l’obiettivo di sviluppare il Sistema GNU. was launched in 1984 to develop the GNU system. Il nome “GNU” è un acronimo ricorsivo per “GNU’s Not Unix” (GNU Non è Unix) e si pronuncia gh-nu (con la g dura, una sola sillaba senza pause tra la g e la n).

Linus Torvalds


Un sistema operativo tipo Unix è costituito da un insieme di applicazioni, librerie e strumenti di sviluppo, oltre a un programma utilizzato per allocare le risorse e comunicare con l’hardware, noto come kernel.
Hurd, il kernel di GNU, non è ancora pronto per l’utilizzo ordinario, e per questo GNU viene tipicamente usato con un kernel di nome Linux. Questa combinazione è il sistema operativo GNU/Linux. GNU/Linux è usato da milioni di persone, ma molti lo chiamano erroneamente “Linux”.
http://www.gnu.org/home.it.html
http://www.gnu.org/licenses/licenses.it.html

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